Biblioteca Apostolica Vaticana

La biblioteca sarà aperta agli studiosi fino a venerdì 14 luglio. Riaprirà lunedì 18 settembre.

Gabinetto della Grafica

Stampa

È un’importante raccolta che custodisce incisioni e stampe sciolte, cioè immagini che non sono inserite all’interno di libri come illustrazioni o che non sono accompagnate da testi a stampa. Esso conserva anche un cospicuo numero di disegni che nel corso del tempo sono entrati a far parte delle collezioni della Biblioteca e che sono stati posti insieme alle incisioni per ragioni di affinità e di conservazione. Vi sono inoltre anche numerose fotografie e matrici calcografiche e xilografiche. Il Gabinetto della Grafica è costituito da cinque fondi principali: il Fondo Stampe, il Fondo Stampe Geografiche, il Fondo Matrici, il Fondo Disegni e la Raccolta fotografica. Fanno anche parte del Gabinetto della Grafica alcune collezioni particolari come la collezione Ashby e la collezione Gismondi che hanno una loro autonomia in quanto “fondi chiusi” di una certa consistenza. Il Gabinetto della Grafica viene arricchito di materiale grafico attraverso lasciti, donazioni, acquisizioni e soprattutto attraverso i doni che vengono offerti al Santo Padre.
Il Catalogo della Grafica e degli Oggetti d'arte è consultabile elettronicamente.


CENNI STORICI

La prima testimonianza della presenza di un consistente numero di stampe nella Biblioteca Vaticana risale al 1773. Si trattava di circa 30.000 stampe. Fu però Papa Pio VI Braschi (1775-1799) che diede un notevole impulso alla raccolta grafica della Biblioteca: egli volle infatti la formazione, intorno al 1785, di una specifica Stanza delle Stampe dove conservare le incisioni e le stampe sciolte che si trovavano nella Biblioteca Vaticana. La Stanza delle Stampe era ubicata allo stesso livello del Salone Sistino, verso il cortile della Pigna, dove attualmente si trova il Museo Chiaramonti. Sempre al pontificato di Pio VI, esattamente al 1779, risale la realizzazione della prima raccolta sistematica di incisioni della Vaticana che è da identificarsi con quella del cosiddetto Fondo Antico. Tale superba collezione raccoglie, in 161 grandi volumi, oltre 17.000 incisioni di autori diversi dal XV al XVIII secolo. La Stanza delle Stampe venne purtroppo distrutta pochi anni dopo, nel 1820, per fare posto alla costruzione del “Braccio Nuovo” dei Musei Vaticani. Vari furono i tentativi da parte della direzione della Biblioteca di salvarla dalla demolizione. La raccolta delle incisioni venne spostata inizialmente nella Sala del Sansone (poi diventata Sala delle Nozze Aldobrandini) e trovò quindi collocazione per tutto il corso dell’Ottocento nella sala IX dell’Appartamento Borgia. Franz Ehrle, come Prefetto (1895-1914) e successivamente come Cardinale Bibliotecario di Santa Romana Chiesa (1929-1934), favorì notevolmente la cura e lo studio di questo settore della Biblioteca. Padre Ehrle incentivò gli studi sulla topografia di Roma e del territorio del Patrimonio di San Pietro e sentì la necessità di istituire il ruolo di Curatore delle Stampe. Dal 1921 il Gabinetto delle Stampe fu diretto da Lamberto Donati (1890-1982), nominato Incaricato al Reparto delle Stampe. La collezione venne ordinata secondo l’ancora vigente sistema “per formato”, ne fu effettuata la catalogazione delle opere e vennero realizzati gli inventari manoscritti di alcuni volumi del Fondo Antico nonché le schede in carta dei volumi stessi. Grazie alle qualità di insigne studioso il Donati diede impulso al reparto, usufruendo anche dei contatti con analoghe istituzioni nazionali ed internazionali. A lui si deve la fondazione, nel 1936, della rivista Maso Finiguerra. Rivista della stampa incisa e del libro illustrato[…]. Alla sua direzione risalgono inoltre le importanti acquisizioni della collezione Ashby e del fondo Guglielmi. La contemporanea sistemazione del Gabinetto delle Stampe risale al pontificato di Pio XI che volle porre la collezione nel grande ambiente voltato, posto contiguamente all’appartamento Borgia, già sede dell’armeria papale e poi della Scuola del mosaico. Lo spostamento nell’attuale sede avvenne nel 1932 e la sala venne inaugurata dal papa in persona. Nello stesso ambiente fu successivamente posta la Raccolta Cicognara, ricca in stampe e volumi dedicati alle arti, valido complemento alla collezione di incisioni.
Dal 2013 Il Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana ha una nuova nomenclatura. Nel nuovo Statuto è stato denominato Gabinetto della Grafica in considerazione della pluralità dei materiali che raccoglie e delle più ampie ed articolate funzioni che vi si svolgono.

FONDI

FONDO STAMPE

Il Fondo Stampe è molto disomogeneo poiché riunisce insieme opere acquisite con modalità e tempi diversi ed è composto da tipologie molto differenti fra loro: incisioni di old masters, stampe di costume del XIX secolo, vedute dei secoli XVII e XVIII, litografie ed anche alcune fotografie. La sua formazione risale ai primi decenni del XX secolo e, come le altre Raccolte Generali della Biblioteca Apostolica Vaticana, è un “fondo aperto”, cioè in continuo accrescimento. Esso è ordinato in base al formato e comprende sette categorie:

Il formato Stampe I è composto attualmente da 267 nuclei (cartelle o volumi) di stampe che contengono in tutto circa 13.500 pezzi. In questo gruppo sono raccolte opere di piccole dimensioni fra le quali vi sono incisioni di Giulio Bonasone, Israel Silvestre, Jaques Callot, Peter Schenk, Stefano Della Bella, Antonio Acquaroni, Philippe Galle e opere di numerosi altri autori.

Il formato Stampe II è composto attualmente da 376 nuclei di stampe che contengono in tutto circa 15.000 pezzi. In questo gruppo sono raccolte opere di piccole e medie dimensioni fra le quali vi sono incisioni di Bartolomeo Pinelli, Etienne Dupérac, Giacomo Lauro, Giovanni Battista Falda, Domenico Amici, Antonio Tempesta, Francisco Goya, Giovanni Maria Mitelli, Giovanni Battista Cipriani, Joseph Anthon Kock, una ricca raccolta di costumi di moda francese del XIX secolo e stampe di numerosi altri autori.

Il formato Stampe III è composto attualmente da 407 nuclei di stampe che contengono in tutto circa 15.000 pezzi. In questo gruppo sono raccolte opere di medie dimensioni fra le quali vi sono incisioni di Adrien Manglard, Canaletto, Corneliis Bloemart, Giovanni Battista Nolli, Antonio Tempesta, Antonio Acquaroni, Pietro Santi Bartoli, Richard Cooper e incisioni di numerosi altri autori.

Il formato Stampe IV è composto attualmente da 250 nuclei di stampe che contengono in tutto circa 8.000 pezzi. In questo gruppo sono raccolte opere di grandi dimensioni fra le quali vi sono incisioni di Giovanni Battista Piranesi, Bartolomeo Pinelli, Antonio Canova, miscellanee di vedute italiane, opere della Calcografie du Louvree di numerosi altri autori.

Il formato Stampe V è composto attualmente da 344 nuclei di stampe che contengono in tutto circa 19.000 pezzi. In questo formato sono raccolti i volumi del Fondo Antico che costituiscono la parte più pregiata, rara e storicamente importante della raccolta del Gabinetto della Grafica della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il Fondo Antico è costituito da una raccolta di 161 volumi in folio che furono realizzati e riuniti in forma di collezione di incisioni nel tardo Settecento. I tomi, tutti con la stessa legatura in piena pelle decorata con motivi floreali in oro, si presentano sotto la segnatura Stampe V.3 - Stampe V.163. Il totale delle incisioni contenute nei volumi è di circa 15.000 stampe. I volumi sono ordinati secondo una suddivisione per scuole. Inizialmente sono state poste le incisioni della scuola italiana (72 volumi), quindi di quelle tedesca (16 volumi), fiamminga (30 volumi), francese (18 volumi), e infine miscellanee di argomento diverso suddivise per soggetto: le Stampe dall'antico (4 volumi), Miscellanea Sacra (4 volumi) Miscellanea Profana (2 volumi) Ritratti (2 volumi) Stampe di Paesi, Stampe di Vedute, Architetture, Vasi e ornati e per un totale di 15 volumi le Stampe miscellanee.
Nel formato Stampe V sono conservati anche altri nuclei di incisioni di grande formato. Fra queste vanno segnalati due volumi di incisioni, per un totale di 285 opere di autori diversi dal XVI al XVII secolo, provenienti dalla collezione di Gregorio Acquaviva d’Aragona, donata nel 1802 alla Biblioteca (Stampe V.1 - Stampe V.2).

Il formato Stampe VI è composto attualmente da tre volumi di grande formato che contengono incisioni dello Speculum Romanae magnificentiae di Antonio Lafréry. Il totale delle stampe raccolte nei due volumi è di circa 200 opere. Due tomi provengono dalla collezione Ashby (vedere fondo Ashby).

Il formato Stampe VII è composto attualmente da 84 nuclei di stampe che contengono in tutto circa 1000 opere. Queste stampe, di grande formato, provenienti dalla Calcografie du Louvre, sono opere di traduzione di celebri dipinti di autori vari, prevalentemente francesi, del XVII e del XVIII secolo.

FONDO STAMPE GEOGRAFICHE

Il Fondo Stampe Geografiche raccoglie incisioni, stampe e immagini cartografiche, geografiche e topografiche sciolte. Opere di questo genere sono conservate in molti altri fondi stampati della Biblioteca ma in quei casi si trovano all’interno di volumi e rilegate (ad esempio in R.G. Geografia; R.G. Storia; Fondo Barberini; Fondo Chigi).
Per questo motivo non è possibile fare una stima esatta della consistenza numerica di tutte le stampe “geografiche” della biblioteca. Il fondo è stato istituito nei primi decenni del Novecento con la creazione delle altre Raccolte Generali e, come queste, è un fondo “aperto” e quindi in continuo accrescimento. Attualmente è composto di circa 1700 pezzi. Numerose sono, però, le incisioni di questo genere, conservate nel Gabinetto della Grafica, che non sono ancora inventariate e quindi il numero andrà sicuramente aumentando nel corso dei prossimi anni. Il fondo è ordinato in base al formato. Comprende cinque categorie: I, II, Stragrandi, Rotoli, Rotoli Stragrandi. Il formato St.Geogr. I raccoglie circa 650 opere di medio formato (numerose sono le piante in più fogli) raffiguranti piante delle città italiane ed europee e carte geografiche dal XVI al XX secolo. Fra queste vi sono opere di Giacomo Gastaldi, Paolo Furlani, Donato Bertelli, Hieronimus Cook, Matteo Florimi, Pirro Ligorio, Abraham Ortelius, Nicolò Beatricetto, Etienne Dupérac, Giovanni Maggi e numerosi altri autori ed editori. Una parte cospicua è rappresentata dalle piante e dalle vedute panoramiche di Roma. Molte opere sono in più esemplari e in edizioni diverse. Una selezione delle 19 migliori piante dell’Urbe è stata posta nella Riserva (Riserva-St.Geogr.I 620-638). Fra queste sono presenti la pianta icnografica di Leonardo Bufalini del 1551, quella di Antonio Tempesta nell’edizione del 1606 (il rarissimo esemplare di I edizione di questa pianta del 1593 è in Riserva S.79), quelle di Timanno Van Veen (1593), di Giovanni Battista Falda (nell’edizione del 1698), di Ambrogio Brambilla, di Nicolò Beatricetto, di Pirro Ligorio ed altre ancora. Il formato St.Geogr. II raccoglie circa 200 opere di piccolo formato raffiguranti piante di città italiane e straniere, carte geografiche di località italiane ed europee dal XVI al XX secolo. Fra queste vi sono opere di Giacomo Lauro, Pierre Mortier, Ambrogio Brambilla, Matteo Florimi, Giovanni Maria Cassini, Pietro Ruga e molti altri ancora. Il formato St.Geogr. S (Stragrandi) raccoglie circa 550 opere di medio e grande formato raffiguranti piante di città, carte geografiche dal XVI al XX secolo. Fra queste va segnalata la celebre pianta di Venezia di Jacopo de Barbari (dell’anno 1500), la Pianta del Duca di Noja di Napoli e numerose piante di città in particolare di Roma e dello Stato Pontificio. La collezione annovera anche 50 pezzi fra Rotoli e Rotoli stragrandi fra i quali vanno segnalati un interessante esemplare acquerellato della Pianta di Roma di Antonio Tempesta (edizione del 1664) e una copia montata del Prospetto dell’Alma città di Roma di Giuseppe Vasi (1765). Del fondo Stampe Geografiche della Biblioteca facevano parte anche alcuni globi, terrestri e celesti, che sono attualmente conservati all’interno del percorso espositivo dei Musei Vaticani. Il più noto di questi è senza dubbio il Mappamondo Borgiano, in rame e niello (Borg. XVI). Ai Musei Vaticani sono oggi anche tre globi celesti e due terrestri di Matthias Greuter (1564-1638), tre globi di Jan Blaeu (1596-1673), uno di Giovanni Battista Nicolosi e numerosi strumenti ottici. Numerose incisioni “geografiche” sono anche conservate nel Fondo Stampe: da ricordare un altro esemplare della Pianta di Napoli del Duca di Noja (Stampe IV.38) un esemplare della Pianta di Roma di G.B. Nolli (Stampe III, 71), e numerosi altri casi di questo genere.

FONDO MATRICI

Nel Gabinetto della Grafica si conserva un nucleo di matrici calcografiche di oltre 1300 unità. Il fondo non ha una consistenza unitaria ma assembla insieme lastre di provenienza diversa. Circa 100 matrici provengono dall’Archivio del Capitolo di Santa Maria Maggiore nel quale sono raccolte opere di epoche diverse dal XVI al XVIII secolo. Fra queste va segnalata l’importante lastra di Giovanni Maggi (1566-1618) degli inizi del XVII secolo relativa al Palazzo e ai giardini del Quirinale.
Inoltre 70 lastre sono relative alle illustrazioni del volume di Filippo Bonanni, Numismata pontificum Romanorum, pubblicato a Roma nel 1699. Oltre 400 matrici provengono dalla raccolta Borghese e sono relative alle illustrazioni di tre volumi di Ennio Quirino Visconti: Sculture del Palazzo della Villa Pinciana, Roma 1796; Monumenti Gabini della Villa Pinciana, Roma 1797; Illustrazioni de’ Monumenti Scelti Borghesiani già esistenti nella villa sul Pincio, Roma 1821. Un nucleo consistente di matrici riguarda gli scavi etruschi effettuati nel corso del XIX secolo e diversi volumi illustrati da stampe che furono realizzati per l’occasione. Nella raccolta vi sono poi matrici diverse, numerosi finalini e decorazioni per illustrazioni librarie ma anche alcune incisioni a soggetto religioso, profano e archeologico (Matrici Museo Etrusco). Nel Fondo Matrici sono presenti anche 29 matrici xilografiche provenienti dalla collezione Gismondi. Negli ultimi anni sono entrate ad arricchire la raccolta le 9 matrici in rame della Forma Vrbis Romae. Pianta Monumentale di Roma per il Grande Giubileo dell’Anno Duemila, un’iniziativa della Biblioteca Apostolica per celebrare il Grande Giubileo. L’opera monumentale, realizzata come omaggio della Biblioteca Apostolica al Santo Padre, è stata realizzata su disegno di Riccardo Tommasi Ferroni e incisa, ad acquaforte e bulino, da Patrizio di Sciullo e Giuseppe Greco. Alla fine del 2007 è entrata a far parte della collezione anche la matrice calcografica della Civitas Vaticana. La nuova pianta della Città del Vaticano, una nuova iniziativa della Biblioteca che illustra artisticamente la città dei papi al giorno d’oggi.

FONDO DISEGNI

Nel Gabinetto della Grafica è conservato un consistente numero di disegni pervenuti alla raccolta nel corso del tempo e raccolti con un criterio analogo a quello seguito per le stampe, cioè per fogli sciolti. Oltre alle opere del fondo disegni Ashby e del fondo disegni Gismondi, che hanno una loro autonomia, vi sono numerosi altri nuclei di disegni di epoche, tecniche e autori diversi. Fra le opere di particolare pregio va ricordato il grande foglio di Tommaso Minardi che riproduce il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina, eseguito a matita e carboncino su carta, che fu donato alla Biblioteca da papa Pio IX. Nella collezione si annoverano anche numerose realizzazioni grafiche di artisti di epoche diverse, molte relative ai secoli XVIII e XIX. Non mancano pregevoli fogli di artisti del XX secolo (come opere di Francesco Messina e acquerelli di Sigfrido Bartolini).


DISEGNI ASHBY

I disegni della collezione di Thomas Ashby entrarono in Biblioteca Vaticana nel 1933 insieme alla collezione di incisioni dell’illustre studioso inglese. La raccolta di disegni Ashby è importante per lo studio del vedutismo e della topografia romana, poiché comprende opere di numerosi artisti italiani e stranieri dal XVI al XX secolo che si distinsero in questo genere figurativo. Fanno parte del fondo numerosi disegni di artisti italiani come Paolo Anesi, Stefano Della Bella, Giovanni Battista Busiri, Canaletto, Giovanni Francesco Grimaldi, Andrea Locatelli, Crescenzo Onofri, Bartolomeo Pinelli, Giovanni Battista Piranesi, Giacomo Quarenghi, Luigi Rossini, Antonio Senape e Giuseppe Valadier. Fra gli artisti stranieri vi sono fogli attribuiti a Jean Asselyn, Ferdinand Becker, Louis Gabriel Blanchet, Bartholomeus Breemberg, Lievin Cruyl, Etienne Dupérac, Philipp Hackert, George Hoefnagel, Christophe Kniep, Claude Lorrain, Victor-Jean Nicolle, Adrien Van Nieulandt, Israel Silvestre, Richard Wilson, Gaspar Van Wittel e numerosi altri. Facevano parte della raccolta Ashby anche i cinque splendidi volumi dei disegni che Carlo Labruzzi (1748-1817) dedicò alla via Appia, oggi conservati nel fondo manoscritti (Vat. lat. 14929-14933) e quello di Richard Colt Hoare (1758-1838) con disegni della via Latina (Vat. lat. 14934). La collezione annovera anche alcuni fogli di artisti molto noti come Guercino, Federico Barocci, Gian Giacomo Caraglio, Domenico Passignano, Ciro Ferri, Salvator Rosa a dimostrazione che l’interesse del collezionista non fu unicamente rivolto al disegno topografico o alle vedute. Il fondo disegni Ashby si compone però anche di un nucleo consistente di disegni e acquerelli di autori diversi del XIX secolo. Questo gruppo, in corso di inventariazione, andrà a completare quanto già noto attraverso gli studi già realizzati sul fondo.

RACCOLTA FOTOGRAFICA

Fa parte del Gabinetto della Grafica anche una prestigiosa Raccolta fotografica con fotografie del XIX e del XX secolo. La collezione è suddivisa in album e fotografie sciolte che sono conservate in base al formato.
La raccolta documenta la storia del Papato dal pontificato di papa Pio IX a quello di Giovanni Paolo II ed è incentrata sulla documentazione di celebrazioni, viaggi ed episodi della vita di questi e dei diversi luoghi del Vaticano. Una parte cospicua della Raccolta fotografica è rappresentata delle opere inviate ai diversi pontefici dalle missioni di tutto il mondo, dalle diverse diocesi ed anche da singoli privati che documentano luoghi, eventi, istituzioni, personaggi diversi e che rivestono una grande importanza per la storia della Chiesa e del costume del XIX e del XX secolo. La Raccolta fotografica è in corso di sistemazione e un inventario generale sarà disponibile nel prossimo futuro contestualmente a un volume scientifico con una selezione delle opere più interessanti della collezione.


FONDO ASHBY

Il Fondo Ashby è una delle importanti raccolte conservate nel Gabinetto della Grafica. Il suo nome deriva dalla persona che mise insieme la collezione, l’archeologo inglese Thomas Ashby (1874-1931), figura ben nota nel panorama romano degli inizi del XX secolo, fra i primi allievi della Scuola Britannica a Roma della quale divenne poi direttore dal 1906 al 1925. La raccolta si compone di disegni (v. sopra) e stampe. Le oltre 7.000 stampe che costituiscono il fondo lo rendono particolarmente interessante per studiosi e archeologi della topografia romana, laziale e in generale del territorio italiano. Grazie all’eclettismo che ha caratterizzato la vita e gli studi dell'Ashby, esso comprende anche opere grafiche degli old masters di scuole italiane e straniere, opere di costume e delle discipline più diverse.
La raccolta rappresenta un’interessante testimonianza di quella forma di collezionismo “scientifico” che fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento vide la formazione di importanti collezioni (come quella di Rodolfo Lanciani), che costituivano una componente essenziale del lavoro (di archeologo, di storico dell'arte e topografo) dei suoi compilatori e deve quindi essere considerata uno strumento di lavoro oltre che la raccolta di un amateur. La collezione fu acquistata dalla Biblioteca Apostolica nel 1933 dalla vedova dell'archeologo insieme all'importante gruppo dei disegni, alla fine di lunghe e complesse trattative che videro coinvolti il Pro-Prefetto della B.A.V. Eugène Tisserant, la British School di Roma, l'archeologo Giuseppe Lugli, gli studiosi Lamberto Donati e Augusto Calabi. Fra i numerosissimi artisti presenti nella raccolta sono da ricordare: Agostino Veneziano, il Beccafumi, Beatrizet, Cavaleriis, Dupérac, Fontana, Lafréry, Nieulandt, Cock, Della Bella, Falda, Galestruzzi, Greuter, Mercati, Scenck, Silvestre, Cooper, Cunego, Edwards, Morelli, Sandby, Vasi, Volpato. La collezione Piranesi è “quasi completa in tutte le sue opere, è interamente a fogli sciolti, secondo il criterio di ricerca documentaria dominante la raccolta”. Per il XIX secolo sono presenti opere di Acquaroni, Angelini, Amici, Carloni, Cassas, Durat, Fea, Lindermann, Nibby, Pinelli Paoletti, Rosa e altri.
Come già accennato, la collezione non è solamente caratterizzata da soggetti topografici e vedute ma raccoglie anche una ricca sezione di incisioni di old masters nella quale sono presenti incisioni, tra le altre, di Giulio Bonasone, Parmigianino, Mantegna, Antonio Tempesta, Zoan Andrea, Albrecht Dürer, Luca di Leida, Enea Vico, Andrea Andreani, Goltzius. Di particolare valore sono le citate incisioni dello Speculum Romanae Magnificentiae di Antonio Lafréry, che l’Ashby raccolse in più esemplari, sia rilegati in volume che in fogli sciolti. La maggior parte delle incisioni del Fondo Ashby non ha una collocazione autonoma all’interno del Gabinetto della Grafica ma è stata inserita fra la raccolta Stampe (una concordanza è fornita nello studio di B. Jatta in corso di pubblicazione). Fanno eccezione la raccolta di incisioni di Piranesi e quella dei Panorami di Roma che hanno segnature autonome. Le opere di provenienza Ashby sono identificabili da un timbro rotondo ad inchiostro apposto al momento del loro ingresso in Biblioteca sul retro delle opere.

FONDO GISMONDI

Il Fondo Gismondi prende il nome dallo scultore Tommaso Gismondi (1906-2003) che ha formato la raccolta di opere d’arte nel corso della sua vita. L’attività di Gismondi, figura di rilievo della scultura italiana del Novecento, è stata legata al Vaticano per numerose commissioni ricevute nel corso della sua lunga carriera, e in modo particolare alla Biblioteca Apostolica, per la quale ha realizzato il Portone d’ingresso (1985) in bronzo formato da otto pannelli ad altorilievo raffiguranti le arti e le scienze, e la statua di San Giuseppe con il Bambino (1981) nel cortile della stessa. Il Fondo Gismondi si compone di stampe, disegni, matrici, libri, dipinti, ceramiche, porcellane ed altri materiali artistici. Esso comprende circa 2500 incisioni di autori vari (dal XVI al XX secolo). Fra queste sono da segnalare alcune opere del Rembrandt, di Jacques Callot, di Stefano della Bella, del Volpato e un centinaio di stampe geografiche. Fanno parte del fondo circa 300 disegni di autori diversi, dal XVI al XIX secolo. Fra questi sono da segnalare schizzi di scuola veneziana del XVIII secolo, numerosi fogli di autori diversi del XIX e del XX secolo (fra i quali un ricco gruppo di schizzi di Marco Barberis) e disegni di mano dello stesso maestro. Fanno parte del fondo anche 29 matrici xilografiche, l’unica raccolta della Biblioteca Apostolica di questo tipo, raffiguranti soggetti religiosi e databili fra il XVI e il XVIII secolo. La raccolta annovera anche una sessantina di dipinti su tavola e su tela di circa 150 libri a stampa e una decina di manoscritti.

FONDO BARTOLINI

Sigfrido Bartolini (Pistoia, 21 gennaio 1932 - 24 aprile 2007), pittore, incisore e scrittore, è stato uno dei protagonisti dell'arte grafica italiana del Novecento. Ha realizzato oltre cinquanta mostre personali in varie città italiane – Roma, Milano, Torino, Venezia, Firenze – e all'estero – Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Grecia – presentate e segnalate dai critici più autorevoli. Nel 1966 fonda con Barna Occhini il quindicinale «Totalità», erede di «La Voce» e «Lacerba», cui collabora con scritti e xilografie originali. Infaticabile sperimentatore di tecniche, Bartolini ha illustrato decine di volumi, tra i quali opere di Bernardo di Clairvaux, Vieira, Petrocchi, Serpieri, Savinio, Cattabiani, Nemi e Beatrice di Pian degli Ontani nonché , in occasione del Giubileo del 2000, il Vangelo. Nel 1983 ha curato la stampa della monumentale edizione di Pinocchio voluta dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi per il centenario della pubblicazione, illustrandola con oltre trecento xilografie in nero e a colori, frutto di ben dodici anni di lavoro: le testimonianze della fatica dell'artista sino all'edizione – studi preparatori, disegni di oggetti, legni incisi e prove di stampa – si sono trasformate in una fortunata mostra che ha fatto il giro del mondo. Scrittore, critico e polemista di grande ascolto (ha collaborato intensamente ai quotidiani «L'Indipendente», «Il Giornale» e «Libero»), parte dei suoi scritti sull'arte sono stati raccolti nel volume La Grande Impostura (Polistampa 2002). È autore di fondamentali monografie sulle incisioni di Soffici, Sironi, Innocenti, Lega, Rosai, Cremona, Boldini e altri. Nel periodo di marzo-aprile 2000 la Regione Lombardia gli ha dedicato a Milano, nel palazzo della Triennale, una vasta mostra antologica. Le sue opere grafiche si trovano presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, presso la Biblioteca Vaticana e presso la Biblioteca Nazionale di Parigi. La sua ultima opera è rappresentata dalle quattordici vetrate istoriate per la chiesa dell'Immacolata in Pistoia, inaugurate nel dicembre del 2006.
La straordinaria donazione di una selezione di 100 delle opere grafiche più significative (dalle xilografie alle stampe calcografiche e alle litografie) che lo scorso novembre la famiglia di Sigrido Bartolini ha voluto fare alla Biblioteca del Papa costituisce un importante contributo al Gabinetto della Grafica della Vaticana sulla grafica italiana contemporanea.
Il fondo è denominato Bartolini.

FONDO BIANCHI BARRIVIERA

Lino Bianchi Barriviera, disegnatore, pittore e incisore, nato a Montebelluna (Treviso) nel 1906 e morto ad Acilia (Roma) nel 1985. Dopo i primi anni della giovinezza, vive a Venezia e a Firenze, nel 1935 si stabilisce definitivamente a Roma. La fama dell'artista è legata soprattutto alla sua vasta opera incisa comprendente più di 950 lastre, per le quali ha utilizzato prevalentemente l'acquaforte, ma anche svariate altre tecniche. Ha praticato magistralmente diverse altre forme d'arte, innanzitutto la pittura a olio e poi la decorazione ad affresco e a tempera su parete, l'intaglio in legno, la vetrata, il mosaico, la ceramica, lo sbalzo su metallo, l'incisione di francobolli, la realizzazione di gioielli. Dal 1937 al 1955 tiene la cattedra di incisione all'Accademia di Napoli e ricopre l'incarico di direttore di questo stesso Istituto dal 1950 al 1954. Dal 1956 al 1976 esercita il suo magistero all'Accademia di Belle Arti di Roma.
Nell'aprile 2011 gli eredi hanno voluto donare alla Biblioteca Apostolica Vaticana un consistente nucleo di 112 matrici (e relative 112 stampe tirate dalle matrici). Tale selezione, operata dagli eredi in accordo con funzionari dell'ING (che hanno ricevuto la parte consistente dalla raccolta di matrici), ha riguardato soprattutto le immagini a carattere sacro e alcuni paesaggi laziali e romani.
Il fondo è denominato Bianchi Barriviera.

FONDO MOEDE JANSEN

Moede Jansen (Osnabruck 1921), pittrice, ritrattista e disegnatrice, ha deciso di donare alla Biblioteca Vaticana un importante nucleo di disegni di sua mano che costituiscono probabilmente la componente più importante della sua attività artistica.
L'artista ha ritratto, nel medesimo formato e con tipologia simile, oltre duecento personalità illustri (in campo ecclesiastico, artistico, imprenditoriale etc. ). Tali personaggi, in prevalenza di area germanica ma anche di altre nazionalità, sono ritratti con estrema cura fisionomica e grande abilità artistica.
Nell'elenco, oltre al Santo Padre Benedetto XVI, figurano diversi Cardinali di S.R.C., fra i quali il Bibliotecario e Archivista, Card. Raffaele Farina.
Le opere sono arrivate in Biblioteca Vaticana il 2 febbraio 2011. È ancora in corso la loro esatta identificazione e numerazione presso il Gabinetto della Grafica.
Il fondo è denominato Moede Jansen.


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