Biblioteca Apostolica Vaticana

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Progetto tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la fondazione belga Alamire

Musica restaurata *

di Ambrogio M. Piazzoni


Tra i numerosi manoscritti musicali conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana, alcune decine rivestono una straordinaria importanza per la storia della musica nei Paesi Bassi. Si tratta di codici realizzati tra la fine del Trecento e i primi anni del Seicento appartenenti, tra le altre, alle collezioni della Cappella Sistina, della Cappella Giulia, della basilica di Santa Maria Maggiore. Fra essi spiccano quelli opera di Pietro Alamire, pseudonimo di Pietro van den Hove. Attivo nelle Fiandre a partire dalla fine del secolo XV, fu compositore e strumentista, ma soprattutto noto per l'attività di calligrafo copista di testi musicali, che eseguì con straordinaria abilità realizzando magnifici libri di coro, con ornamentazione e miniature di squisita fattura, divenuti presto oggetti ricercati e presenti in tutte le corti europee, comprese quelle imperiale e papale.

Manoscritto realizzato nella bottega di Pietro Alamire (Cappella Sistina 160, foglio 2 verso)
Il lavoro suo e dell'officina libraria da lui diretta contribuì in modo significativo alla diffusione della polifonia dei Paesi Bassi in tutta l'Europa Occidentale, anche perché molti autori fiamminghi del tempo, come Josquin Desprez, Heinrich Isaac e Pierre de la Rue, ebbero grande diffusione attraverso quei manoscritti.

Per questo è a lui intitolata la Fondazione Alamire, Centro internazionale per lo studio della musica dei Paesi Bassi (Università Cattolica di Leuven, Belgio), che in questi giorni ha stipulato un accordo con la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il progetto che sarà realizzato dalla collaborazione tra le due istituzioni fa parte delle attività proprie della fondazione belga e si inserisce nel generale programma di digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Per lo più di grande o grandissimo formato, i codici richiedono particolari attenzioni e tecniche per essere riprodotti in forma digitale e a ciò provvede l'esperienza dell'Alamire Digital Lab, laboratorio mobile specializzato nella digitalizzazione del patrimonio musicale. Il lavoro riguarderà circa 13.500 immagini e sarà svolto tra il novembre 2012 e l'aprile 2013 nella sede della Biblioteca Vaticana.

Le riproduzioni digitali saranno accompagnate da accurate descrizioni, meticolose analisi e approfondito studio a cura di un gruppo internazionale di specialisti secondo i criteri di alta scientificità caratteristici della Biblioteca Apostolica Vaticana, della Fondazione Alamire e dell'Istituto di ricerca musicologica dell'Università Cattolica di Leuven.

Le immagini e le relative descrizioni, oltre che essere accessibili nel sito della Vaticana, saranno anche incluse in una nuova base di dati, la Integrated Database for Early Music, accompagnate da ulteriore materiale scientifico. Un'importante parte del patrimonio artistico e musicale dei Paesi Bassi, da secoli conservato con cura nella Biblioteca Apostolica Vaticana, potrà essere in tal modo diffuso e valorizzato, contribuendo certamente a stimolare nuove ricerche.


*(da L'Osservatore Romano, 15 novembre 2012)


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