Biblioteca Apostolica Vaticana

Vi informiamo che il giorno giovedì 29 giugno 2017, festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la Biblioteca sarà chiusa.

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Newsletter n. 11 - 2012

Gentili lettori, carissimi amici,
è sempre gradito trovare occasioni per dire grazie: questa lettera si apre esprimendo con commozione e semplicità il grazie di tutti noi della Biblioteca Vaticana al cardinale Raffaele Farina, che lo scorso 9 giugno ha concluso il suo incarico quale Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.

1. Il nostro grazie al cardinale Bibliotecario
Sapevamo da qualche tempo che il Cardinale aveva presentato la propria rinunzia al Papa per essere sollevato da un impegno così gravoso, ed eravamo nell'atteggiamento di chi ben capisce e non desidera che si affatichino oltre misura le persone cui vogliamo bene. Ma questo non toglie il dispiacere per un distacco che ciascuno percepisce ripercorrendo i ricordi di molti o pochi anni trascorsi con il Prefetto e poi Bibliotecario Farina. Cercando di raccogliere questi pensieri, per quanto mi riguarda personalmente – ho alle spalle cinque anni di vicinanza e collaborazione –, ma certamente interpretando anche i pensieri di molti, sono grato al nostro Cardinale per tante cose: per l'aiuto e l'esperienza, per la benevolenza e la delicatezza, per la chiarezza e il sostegno, per la condivisione e – se posso aggiungerlo – anche per l'amicizia.
La Biblioteca dedicherà al Cardinale il prossimo numero (che uscirà alla fine del 2012) dei Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae. Ma già oggi, martedì 26 giugno, durante la serata che ci ha visti raccolti, come ogni anno, con le famiglie del personale per un momento di "festa in famiglia" della Biblioteca, abbiamo presentato al Cardinale un acquerello che illustra la facciata della Biblioteca (ne avevamo offerto uno a papa Benedetto in occasione del suo compleanno e dell'anniversario della sua elezione) e un fascicolo di fotografie nelle quali abbiamo fissato persone e ambienti della Biblioteca: piccoli doni simbolici per esprimere riconoscenza e lasciare occasioni di ricordo.

2. Le vetrate del Salone Sistino


Salone Sistino: veduta d'insieme delle vetrate verso le Gallerie dei Musei Vaticani

All'inizio della semplice e sentita "festa in famiglia" abbiamo anche inaugurato le due ampie vetrate che separano il Salone Sistino della Biblioteca dalle Gallerie dei Musei Vaticani. È un primo passo verso quella preparazione del Salone a Sala di consultazione degli stampati che abbiamo iniziato da tempo e di cui speriamo di non dover protrarre troppo la completa realizzazione. Le due vetrate garantiscono l'isolamento del Salone dai rumori provenienti dalle Gallerie e insieme permettono a chi passa per le Gallerie di ammirare la volta del Salone stesso. Alle porte inserite nelle vetrate abbiamo apposto dei maniglioni in bronzo che richiamano nell'una lo stemma del Papa – con l'orso di san Corbiniano che porta un fardello sul dorso, il moro e la conchiglia –, e nell'altra lo stemma del cardinale Farina, con il libro e l'ancora.


Particolare del maniglione con i simboli dello stemma di papa Benedetto XVI

   

Maniglione con i simboli dello stemma del cardinale Raffaele Farina

Si tratta di un primo passo di quanto dovrà essere compiuto nel Salone Sistino: un'opera veramente ben riuscita e adeguata all'ambiente. Desideriamo ringraziare l'architetto Paolo Portoghesi, al quale dobbiamo l'intera progettazione, la ditta Picalarga, a cui sono stati affidati i lavori, e la fondazione Prosolidar (Fondo nazionale del settore del credito costituito dalle organizzazioni sindacali e dall'Associazione bancaria italiana per sostenere progetti di solidarietà), che ha generosamente sponsorizzato la realizzazione delle due vetrate.

3. Il progetto di digitalizzazione
Il ringraziamento è ormai la parola chiave che mi accompagna in questa newsletter. E un ringraziamento caloroso desidero esprimere a tutte le Istituzioni che ci permettono di procedere con il progetto di digitalizzazione e a tutti coloro che in Biblioteca, nei vari ruoli e secondo le loro competenze, rendono possibile questo delicato e impegnativo percorso. Nella precedente newsletter segnalavo l'avvio della digitalizzazione di oltre 2.000 manoscritti latini del Fondo Palatino, grazie a un progetto pluriennale generosamente sostenuto dalla Biblioteca dell'Università di Heidelberg.
Non mi era stato possibile dire pubblicamente di un altro progetto, allora in avanzata fase di elaborazione ma reso pubblico solo lo scorso 11 aprile, che stiamo realizzando con le Bodleian Libraries di Oxford grazie alla munificenza della Polonsky Foundation. Leonard Polonsky, attraverso la fondazione che ne porta il nome, sostiene con interesse e passione simili imprese, che intendono facilitare l'accesso di molti ai beni dell'umanità conservati nelle grandi collezioni librarie nel mondo. In questo specifico progetto, che verrà portato a termine in cinque anni, verranno digitalizzate un milione e mezzo di pagine, fra manoscritti (greci ed ebraici) e incunaboli di ambedue le Istituzioni: in tutto circa 2.500 volumi della Biblioteca Vaticana. Ringraziando il donatore, nella presentazione che ne facevo in aprile, osservavo che questa collaborazione e la generosità del mecenate che la sostiene sono una felice testimonianza di quanto la cultura trovi oggi come sempre i suoi onesti sostenitori e li accomuni in benemerite imprese.
Sono felice ora di far conoscere un'altra testimonianza di questo tipo, che si è concretizzata proprio in questi giorni. Grazie infatti alla collaborazione e al generoso sostegno della società EMC² – in particolare EMC Computer System Italia quale rappresentate in Italia di EMC Corporation – e della Società Dedanext e del gruppo Dedagroup, è infatti possibile far partire la realizzazione di base del progetto di digitalizzazione, come era stata prevista dagli inizi, ma che non si era potuta subito effettuare per la complessità e ampiezza dell'impresa. È infatti evidente che una biblioteca – in particolare una biblioteca come la Vaticana con 80.000 manoscritti da digitalizzare – non può procedere a digitalizzare i suoi beni senza un progetto generale che sostenga l'insieme e che soprattutto preveda una conservazione a lungo termine delle immagini digitalizzate. Deve cioè essere approntato, per usare una terminologia di più immediata comprensione, il "contenitore generale" che ospiti e possa gestire adeguatamente tutte le riproduzioni digitali dei vari progetti già in corso e degli altri che verranno: se questo "contenitore" deve essere preparato per masse di dati immense, come i 40 milioni di pagine degli 80.000 manoscritti con una mole informatica prevista nell'ordine di 45 peta byte (milioni di miliardi di byte), questa struttura fondamentale è molto complessa, e ovviamente anche molto costosa. È questo che abbiamo potuto finalmente definire, insieme alla concreta possibilità di aggiungere ai manoscritti da digitalizzare altri 4.000, grazie alla collaborazione e al sostegno delle società coinvolte in questa impresa; e a breve si comincerà a procedere.
Aggiungo un'altra bella notizia: entro la fine dell'anno prevediamo di rendere accessibili in rete, sul sito della Biblioteca Vaticana, i primi gruppi di manoscritti e incunaboli digitalizzati.
Non voglio essere ripetitivo: ma per tutte questo che ho raccontato e spiegato desidero con semplicità dire un grazie schietto e gioioso ai molti che l'hanno reso possibile.

4. Un convegno di astrofisica
Sempre in tema di digitalizzazione, la scelta che la Biblioteca Vaticana ha fatto – e della quale ho parlato altre volte – di conservare le riproduzioni digitali in Flexible Image Transport System (FITS) ci ha condotti a partecipare, nella sede della Pontificia Università Lateranense in Roma, alla European Week of Astronomy and Space Science con una Special Session che si terrà il 5 luglio prossimo e avrà per titolo: Long-term preservation…: from the stars? File format assessment and technical issues in preservation projects for cultural resources. Non mi soffermo qui sugli aspetti tecnici delle tematiche che verranno affrontate nel convegno, ma mi preme ricordare che la Biblioteca Vaticana, nel compiere la scelta del FITS, ha trovato una felice collaborazione proprio fra i ricercatori di ambito astrofisico; e allo stesso tempo si sta ora muovendo, in una preziosa collaborazione con le istituzioni internazionali che gestiscono lo standard FITS, così da renderlo pienamente adeguato anche alla conservazione dei beni culturali. Sono contento di osservare come i vari ambiti della ricerca, dall'astrofisica alla cultura umanistica, siano così vicini, da poter condividere il formato di conservazione digitale delle rispettive immagini. E sono ugualmente grato e insieme fiero di riconoscere che la Biblioteca è aiutata e allo stesso tempo offre la sua attiva collaborazione per l'arricchimento di quello stesso formato per i beni culturali.

5. Amici e neonati
Un grazie anche ad alcuni amici: l'abbiamo potuto esprimere con un'onorificenza loro concessa dal Santo Padre il 1° febbraio scorso. Il Papa infatti ha conferito il titolo di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno al Signor George W. Von Mallinckrodt, nostro munifico mecenate a favore di iniziative del Gabinetto delle Stampe e della Sezione Libri Antichi, e ai signori Michele Tosetto e Fabio Franceschi, generosi benefattori per la mostra allestita in occasione della riapertura della Biblioteca nel novembre 2010.
Grazie ai grandi, quindi. E grazie ai bimbi che, di newsletter in newsletter, posso salutare nel loro venire al mondo, mentre gli altri, annunciati nelle precedenti occasioni, ormai crescono e si fanno "piccole donne" e "piccoli uomini" con tutte le loro scoperte e vivacità. In questi mesi l'annuncio per i nuovi arrivati è riservato a Giulio, che è stato accolto in famiglia dai fratelli Giorgio e Giancarlo. Altri bimbi sono attesi a breve: per gli uni e per gli altri, e per tutti, cominciamo a ringraziare i loro genitori che ce li donano e li accudiscono.

6. Saluti
Con tutto quel che ho raccontato di noi, nasce talora il pensiero che riusciamo a realizzare tante belle cose, e talvolta qualcuno ce lo dice esplicitamente con espressioni di apprezzamento. Non ce ne dispiace, d'accordo. Però mi permetterete di non dimenticare la pagina biblica, dal libro dei Giudici (cap. 7), nella quale si narra di Gedeone e della sua lotta contro i Madianiti. Gedeone aveva raccolto trentaduemila uomini, ma il Signore gli fece ridurre il numero dei combattenti a soli trecento perché – gli spiegava –, se fossero stati così numerosi, avrebbero potuto vantarsi dinanzi a lui e dire: «È la mia mano che mi ha salvato». Ho subito constatato: in Biblioteca siamo circa un centinaio, appena un terzo dei trecento. Siamo quindi ancor più salvaguardati da quella supponenza pericolosa! Anche per questo motivo, e per Colui che ha riempito le nostre mani, ha illuminato la nostra mente e ravvivato il nostro cuore, ringraziamo sinceramente.
Un caro saluto,

Mons. Cesare Pasini
Prefetto




P.S. Questa newsletter era già pronta per l'invio, quando ci è giunta notizia della nomina di S.E. Monsignor Jean-Louis Bruguès, finora Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ad Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Ai numerosi ringraziamenti che ho espresso sin qui al cardinale Farina e a tanti altri, sono ora lieto di aggiungere un augurio vivissimo che desidera esprimersi in una calorosa e aperta accoglienza a Mons. Bruguès in questo suo nuovo incarico.


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