Biblioteca Apostolica Vaticana

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Lo spazio Colore


Quando una immagine viene digitalizzata da un dispositivo di scansione il colore di ogni singolo punto viene di solito scomposto nei suo componenti primari Rosso, Verde e Blu secondo la codifica denominata RGB, e quindi nel file viene memorizzata una matrice che ha le stesse dimensioni
dell´originale ma TRE indicazioni di colore, corrispondenti appunto alle componenti R, G e B, ottenendo una matrice n x m x 3



In questa codifica ogni colore è individuato da una terna di valori compresi tra 0 e 255 (per una più efficiente codifica in formato binario i livelli di colore devono essere potenze del 2,e 2^8=256).
Questi valori individuano un punto all´interno di un "cubo dei colori" come quello mostrato in figura :

I cui assi rappresentano le possibili variazioni del colore corrispondente dalla tonalità più chiara a quella più scura. Con questo sistema ogni punto viene memorizzato usando 3x8=24 bit che permettono un totale di circa 16 ML di colori possibili .

Per es. la terna R,G,B (0,255,0) indica l´estremo del verde, mentre quella (50,250,20) ne indica una tonalità più chiara

Il modello RGB è il modo più comune per rappresentare i colori, ma ci sono altre possibilità: per esempio, l'utilizzo di modelli CYMK in cui il colore di ogni punto è diviso in quattro componenti di base (ciano, giallo, magenta, nero).

Nel grafico sottostante possiamo vedere come gran parte dello spettro visibile può essere rappresentato con i modelli più comuni RGB

Il nostro progetto utilizza come default il modello di colore sRGB, un modo semplice ma potente per rappresentare la maggior parte dei colori utilizzati nei manoscritti.

Altri modelli di colore possono essere utilizzati memorizzando il valore nella Keyword FITS COLORMAP. Naturalmente i programmi che leggono il file FITS devono essere in grado di gestire il sistema di colore utilizzato perché questo formato non dispone di un sistema standard per salvare un look-up table.

Riteniamo che questa non è una debolezza perché permette a questo formato di essere molto flessibile, in grado di adattarsi a standard nuovi o modificati e in grado di funzionare con tutti i sistemi operativi.

Nell'ambiente della conservazione il colore è un'informazione importante da preservare e riprodurre il più fedelmente possibile all´originale.

Ogni dispositivo che scansiona o mostra colori ha una sensibilità diversa e nella stessa immagine digitalizzata con dispositivi differenti ci possono essere lievi differenze nei colori. Per limitare il più possibile queste differenze esistono metodi come l´uso di un profilo ICC o utilizzare immagini di riferimento.

Un profilo ICC è un insieme di dati che caratterizza un dispositivo a colori che scansiona o mostra immagini a colori. Generalmente è un file contenente informazioni che definiscono la risposta reale di ciascun elemento del dispositivo a una gamma di colori standard. Queste informazioni sono utili per ricostruire in maniera fedele i colori originali a partire dal file immagine.

Però le informazioni del ICC Profile hanno struttura molto complessa e non sono completamente standardizzate, così in molti casi è preferibile utilizzare una o più immagini di riferimento contenenti una serie di colori standard che consentono una calibrazione precisa dei colori.

Riferimenti:
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